Agnese dolce Agnese

Dopo un album strepitosamente bello come Pigro sarebbe stato abbastanza normale che fosse uscito quello che i critici chiamano << un buon LP di passaggio >>, dove di solito il cantante in oggetto, cercando disperatamente di rifare un colpaccio, si affida più alla consolle che alla propria anima, con il risultato sofisticatissimi suoni un po’ asettici.
Agnese dolce Agnese non risponde a questa regola e in parte è forse un disco ancora più importante di Pigro, probabilmente perché i due dischi escono nello stesso anno e Ivan non è certo un cantante incline a diveggiare, a lasciarsi andare alla pigrizia del successo; all’incalzare dei discografici lui risponde lavorando e poi lavorando e poi lavorando.
Le canzoni di questo LP sono ancora oggi fra le più richieste ai concerti e infatti molte sono state riprodotte dal vivo nello splendido LP doppio Parla tu Taglia la testa al gallo, Il piede di San Raffaele e Il prete di Anghiari fanno parte di quel filone di nostalgia per una dimensione magico-popolare. Veleno all’autogrill, Fame e Doctor Jekill e Mr. Hyde sono tre canzoni della tradizione grazianea << sbandati-disperati-dispersi >>, situazioni di tutti i giorni raccontate con antiretorica qualità oro, con musica che non concede spazi al romantico o al casuale, sono le famose canzoni che inchiodano sulle sedie e che vanno ascoltate con partecipazione e serietà.
Fuoco sulla collina, quella che Ivan definisce la sua più bella canzone, è un quadro di Manritte, il sogno entra nella vita e viceversa, ma rimane precisamente il senso profondo del reale nei suoi aspetti multiformi, imprendibili e contraddittori. Canzone per Susy, Modena Park e Agnese, che dà il titolo all’LP, vivono nella dimensione dell’eterno femminino dal quale Ivan non saprà staccarsi neanche a 103 anni ma che sa trattare con una grazia e un savoir faire veramente invidiabili; e poi cosa sarebbe la canzone d’autore se confacesse rima ogni tanto con amore ?

 

di Luigi Granetto    

 
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