|
"Ivan Graziani non e' mai stato un tipo qualsiasi" lo definiva così Pino
Scaccia in un articolo giornalistico pubblicato all’indomani della sua
morte. Un artista completo hanno detto in molti. In grado di usare la sua
voce come strumento e di coniugare il Rock con la melodia.
"Taglia la testa al gallo" e "Tutto questo cosa c’entra con il R&R?"
rappresentano un esempio del suo particolare modo di interpretare il
Rock. Al tempo stesso è stato romantico con "Agnese" e "Lugano addio". Ci
ha appassionato le sue storie di intrighi e situazioni poco chiare;
"Isabella sul treno" e "Motocross" per citarne alcune. Spesso si è
soffermato a parlare della società in cui viveva rappresentandola con i
suoi mali e vizi come nelle canzoni "Dada" e Pigro".
Ma il ricordo più bello che conserviamo è quello umano. Sicuramente chi lo
ha conosciuto da vicino può testimoniare che il successo non lo aveva
cambiato. Per Ivan Graziani veniva prima l’uomo dell’artista. La sua casa
di Novafeltria spesso si trasformava in ritrovo per gente comune con la
passione per le sue canzoni.
Una persona che non si è mai piegata alle regole di mercato. Ha scritto,
cantato e suonato nei modi a lui più congrui, senza mai scendere a
compromessi. Ha pagato a caro prezzo questo modo di fare. L’ambiente non
tollera figli ribelli che non stanno alle regole del gioco. Mentre la sua
notevole produzione musicale non ha nulla da invidiare a quella di artisti
da grande pubblico, il suo entourage, fatto di gente comune, non regge al
confronto di chi è costantemente attorniato da manager e promoter.
Questi sono i motivi per cui il 14 giugno 2003 a Rimini si sono
dati appuntamento i suoi fans per celebrarlo nella prima edizione dell’
IVAN GRAZIANI DAY. Una manifestazione organizzata dall’associazione Amici
di Ivan. Associazione rigorosamente formata da gente comune. |